Il Corriere della Sera e Tommaso Buti:leggetevi la sviolinata sul nuovo ristorante da parte del PR dello stesso

Il Corriere della Sera, va da se’, ha una tradizione da difendere, il giornale più venduto e più letto d’Italia..A Firenze, casualmente, nell’edizione fiorentina, affida la recensione del nuovo locale di Tommaso Buti(sapete, quello di cui vi parlavo qui..) al PR dello stesso locale!Va bene la faccia tosta ma qui si esagera:controllate il numero di aziende citate, se non è marchetta questa!! Che ne pensate? Leggetevi il contenuto dell’articolo!

«Nove», tre volte il numero perfetto. È questa la cifra d’eccellenza per la «Firenze bene», che auspica di diventare la nuova lussureggiante Mecca del jet-set fiorentino. Inaugurato la scorsa settimana, il ristorante — (già Beccofino) che si affaccia su piazza degli Scarlatti, a due passi dal Ponte Vecchio — porta la firma di un Re Mida del successo, il viveur Tommaso Buti, incarnazione del playboy nostrano, nonché creatore del fiorentinissimo marchio di orologi «TB Buti». Dentro «Nove» fanno da padroni su- perfici natural, accenni decò e giochidi luce futuristi, sempre nel rispetto del buon gusto e dell’armonia dei linguaggi. «Tommaso aveva in mente un locale che riassumesse un cocktail di stili prettamente internazionali. Così è stato realizzato un interno dal gusto extraeuropeo leggermente più carico — riconducibile anche allo stile dei suoi orologi —, bilanciato perfettamente con un esterno più sobrio», affermano l’architetto Luigi Fragola e l’interior designer Erin Quiros. Quindi, rivestimenti in velluto su sedute di Gervasoni, onice retroillumi- nata come tema portante a caratterizzare banco bar, bagni e consolle, e massimo recupero di elementi di artigianato locale, sezioni di travi antiche e vasi in cotto d’Impruneta. Inoltre finiture e decorazioni «etno-chic» per le pareti, realizzate con un misto di gesso e resina che conferisce un effeto corteccia, e banco bar natural totalmente in castagno. Il tutto illuminato elettronicamente da punti luce «Taraxum» Flos, che simulano cambi di scenari e dissolvenze.Spicca anche la permeabilità «butiana», soprattutto nei separé intagliati al laser a motivi damascati e rococò, che permettono al cliente di non isolarsi mai, lasciando intravedere con uno sguardo fugace il tavolo accanto. Nella seconda sala dominano poi tavoli tondi e sagomati, con divani a mezzaluna in cuoio marrone lucido, ampiamente distanti l’uno all’altro nei suoi 75 coperti; lusso ma anche comfort: dalle linee ai morbidi ma appariscenti colori, fino all’acustica, resa soave ed avvolgente dall’installazione di pannelli che annullano il riverbero. In cucina domina il gusto all’italiana, raffinato e amabilmente «contaminato» da internazionalità fusion. Ai fornelli uno staff di sei cuochi italiani e giapponesi, forti di numerose esperienze al fianco dei guru della cucina nazionale, si esprimono dietro la guida dello chef Iuri Nannetti. Con un occhio di riguardo alla selezione delle materie prime, lavorate in modo velatamente creativo. Inoltre artigianalità anche nel pane, nella pasta e nei dolci, tutti fatti a mano. Ma «Nove» è anche american bar, nella sua proposta rigorosamente classica di aperitivo da degustare in abbinamento a vini di pregio, sul sottofondo di dj session ambient e chill out. Una curiosità, ma «Nove» perché? «È il numero di Tommaso, che lo accompagna in tutte le sue avventure», spiegano gli addetti ai lavori: «oltre ad essere nato il 9/9/1966, il contratto per «Nove» è stato firmato il 9 aprile, e sinceramente contiamo di farne almeno 9 così entro la fine dell’anno…».

24 Responses to “Il Corriere della Sera e Tommaso Buti:leggetevi la sviolinata sul nuovo ristorante da parte del PR dello stesso”

  1. Scusa ma contano di fare altri 9 negozi d’arredamento o ristoranti entro l’anno?

  2. Così va il mondo, amico mio. Ma ricorda: chi di marketta ferisce, di marketta (prima o poi…) perisce.

  3. ….l’autore se ne dovrebbe andare nove volte a…..

  4. …mangiare al ristorante….che avevate capito!!

  5. ma l’hanno pubblicata su DOMUS sta recensione ?
    comunque quello che m’ha colpito, passandoci ieri per caso, è il listino prezzi: qualcuno si ricorderà lo spot della grappa Bocchino con il grande Mike Bongiorno, vero ?
    :-)

  6. da oltre 40 anni lettore del Corriere della Sera comincio ad acquistarlo sempre meno per il suo evidente “provincialismo”, chi guida attualmente il giornale non si rende conto che i lettori di questo giornale non sono i lettori della Padania(ammesso che ne avesse). Una caduta di stile soprattutto nelle edizioni regionali, dove scrivono personaggi che se esistesse in vita Montanelli come minimo sarebbero calci nel culo. Questo, però è tipico di una azienda che non ha più capitale umano e idee da spendere e si aggrappa alla copia in più con ogni mezzo cadendo nel ridicolo più misero.

  7. “superfici natural”??? “amabilmente «contaminato» da internazionalità fusion”??? mi viene in mente una scena con Nanni Moretti (bambolina con l’elastico per chi indovina quale). E io, ingenuo, che pensavo che la recensione di un ristorante dovesse occuparsi di cose tipo cosa e come si mangia (e si beve), rapporto qualità/prezzo, etc…

  8. sono colpita…metà articolo per descrivere l’arredamento…poche parole per descrivere la cucina! fra l’altro mi pare di non dire nulla di nuovo ricordando la fine che fece il Fashion Cafè…
    il “nostro” TB mi pare più conosciuto come amico di VIP e seduttore di bellezze varie che come valido imprenditore.
    sul Nove dico solo: chi ci andrà se lo meriterà, conto compreso!!!

  9. @sabino
    Quanto sempre più in alto?
    Sino ad arrivare alla Parmigiana del “Cibreo” per SOLI 36 neuri?

  10. toh… m’è appena arrivato un invito all’aperitivo di Nove! più che un invito direi che è una comunicazione: dal 2 luglio servono anche l’aperitivo. a me, che pur a volte vedo gli amici all’ora dell’aperitivo, lasciano molto perplessa i ristoranti che fanno anche l’aperitivo…mi sembrano due mondi inconciliabili!
    prima o poi passerò a dare un’occhiata.
    certo il battage pubblicitario è notevole…

  11. @ Gianni
    Il film era “Palombella rossa” e alla fine lui schiaffeggiando l’intervistatrice le dice “…ma come parli?”
    Per quanto riguarda il 9 mi sono gia espresso,rimango SCHIFATO dal Corriere!D’accordo che deve parlare di Firenze d’accordo che TB è più potente di tutti noi a livello di pr ma alla decenza c’è un limite!
    Uno che mi parla per mezz’ora di mattonelle(di cui fornisce nome) e poi di cibo;che mi dice che i cuochi,metà italiani e metà giapponesi,hanno lavorato a fianco dei guru della cucina(Chi,dove e quando?)che poi afferma che loro fanno tutto in casa(pane,pasta e dolci),insomma uno così vende solo fumo!
    Lo chef è quello che è stato 11 anni al Momoyama come il direttore che hanno preso.
    Il pane,la pasta e i dolci ormai a Firenze tutti i ristoranti medio alti se li fanno già da soli!
    Il Teatro del sale,l’Enoteca,perfino il mio Nanamuta hanno degli arredi di valoreo di design ma ci guardiamo bene di parlarne!
    Ma il bello sapete qual’è?
    Che si parlerà più del 9 piuttosto di gente che da una vita fà questo lavoro con amore di mamma invece di passione di troia!

  12. A proposito di marchette :
    domenica su La repubblica avete visto lo speciale sulla cucina fiorentina?
    Leonardo a te l’onore e l’onere di introdurre la questione!

  13. Ehm, veramente è il post che oggi è in cima!

  14. Volevo vedere se eravate attenti!

  15. la cosa che mi fa arrabbiare nella carta stampata
    è il confine labile fra informazione e…. marchetta

    molti articoli sembrano proprio redazionali a pagamento
    anche se poi pagati non sono (o almeno non in soldi direttamente)

    i giornalisti di repubblica, corriere della sera ecc. dovrebbero distinguersi per serietà, obiettività…
    non fare pubblicità occulta.

    meno male che esiste la Rete, i blog a parlare direttamente. meno male che esiste il web 2,0 con le sue recensioni spontanee..

    se ripenso a quando siamo andati da Ross dopo averne letto gli elogi di un giornalista di repubblica…

  16. mi sa che c’ero anch’io
    :-)

  17. sarà ora che anche il Prof Rosanelli si decida, di tanto in tanto, ad invitare per non passare per un ladro o una spia
    :-P

  18. @sabino
    Chi vuol venire pagando è sempre bene accetto:-)))

  19. Io vengo,pago e me la godo!
    Poi mi butto in terra e dico che ho mangiato male!

  20. Caspita, si è dimenticato di citare il nome della ditta dei vasi in terracotta …che ingrato! :-))

  21. […] quale mi si chiede, dopo un lungo riepilogo di quanto scritto nel mio articolo (che potete leggere qui) di pubblicare una smentita ufficiale del fatto che il suddetto Lapo Chirici sia il PR del […]

  22. FANTASTICO… che bello io avevo letto in anteprima quella schifezza…
    Oltre all’ingrato contenuto… ma chi ha scritto avrà almeno il diploma di V?
    … ma la “permeabilità butiana” dove la mettete!!!.. io sono schifata dal fatto che un giornale “…serio” si “metta prono” … per persone di questo genere!! .. Ma secondo voi colore che vanno a cena in un locale di quel genere che amore possono avere per la buona tavola?
    I cuochi giapponesi?? i guru della cucina ??? MA chi sono “..sti” guru?
    MA quando finiremo con queste “cazzate”!! Fino a quando ci saranno persone che pensano che “questo sia il genere umano CHE CE L’HA FATTA” …. non ci si deve stupire più di nulla! …e allora… BUON APPETITO!

  23. MA INSOMMA… LO MERITA QUESTO 9 DI ESSERE VISITATO? CHE TIPO DI GENTE LO FREQUENTA E SOPRATTUTTO SI MANGIA BENE O NO?? E QUANTO SI SPENDE?

  24. @Lorenza
    Perchè urli? :-)) Andando in ordine.Merita di essere visitato per l’arredamento. La gente che lo frequenta è esattamente quella che non ama fondamentalmente il cibo ma il “contorno”. Quelli, insomma, che ordinano ciò che va di moda. Nonsi mangia bene, si mangia senza infami e senza lode. SPesa sui 50 euro ma dipende dal vino. SIntetico ma esauriente?

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