Il riso, così candido, così innocente, così orrendo talvolta..
A vederlo così candido, pallido, talvolta opalescente sembra quasi innocente, mentre il riso, suo malgrado, è uno dei più grandi responsabili degli orrori gastronomici perpretati nelle italiche cucine. Sarà per la sua incredibile generosità nell’accogliere qualunque ingrediente senza obiettare, oppure per la facilità nel mescolarsi a prodotti di dubbia origine, sta di fatto che dal semplice risotto sono nati tanti figliastri che hanno invaso i piatti di tante famiglie, cambiandone gusti e abitudini. Al riso sono stati mescolati il blue curaçao, per dargli un bel colorino celeste pallido, albicocche e pesche sciroppate a formare improbabili insalate all’orientale, mirtilli e porcini per ricavare un discutibile risotto ai frutti di bosco. Dopo tali prove di forza, si pensava che il riso fosse ormai stremato dalle novità e riuscisse così a recuperare parte della sua vena originale:ma con un guizzo imprevisto, è riuscito ad unirsi a kiwi, ananas e gamberetti.Il funerale è stato alfine celebrato con una spolverata di curry che ha messo la pietra tombale sopra quest’orrido connubio!
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Il riso è senza dubbio il cereale più diffuso e circa il 1/3 della popolazione del pianeta si alimenta con esso. Quindi, stavolta, ti sei avventurato su un tema che non merita solo 5/6 righe e via…eh eh eh ma capisco che demonizzi talune scelte estetiche quasi empiriche e perpetrate in virtù più dall’azzardo che dalla voglia di ricerca culinaria, ma essendo il riso pappato a tutte le latitudini della terra, permetterai che i vari abbinamenti spesso sfiorino il paradosso! Piaccia o non piaccia, la frutta e la verdura sono gli ingredienti più mescolati al riso e parlando di fini ingloriose a cui far menzione preferirei citare certi “pasticci” di pasta e riso assieme nappati o legati con sauces quasi cibernetiche…certo che sia un Arborio, un Carnaroli, un Vialone Nano o un Roma, per me il riso dev’essere più semplice possibile e, cosa importante, poterlo scindere dagli ingredienti con cui è realizzato e gustare il sapore di ogni singolo chicco. Insomma riso e per sempre..
E’ proprio vero, per gli abbinamenti e per le cotture improvvisate e incuranti del prodotto. Ne han combinate di tutti i colori al riso, da chi pensava di cuocerlo in più tempi, da chi credeva tenesse la cottura in eterno a chi con goliardia ne cercava di cuocere 20 kg in un’unica pentola. Il risultato sempre lo stesso: “è scotto”.
Senza contare poi le leggi che ne regolano il commercio in italia e nel mondo. Per alcuni è riso anche quando ha il 30% di grani rotti, per altri è tutto uguale e quando si somigliano si può mescolare o vendere una varietà per l’altra.
Molta strada dobbiamo ancora fare per rendere pienamente onore a questo straordinario frutto della nostra terra, che non ha bisogno di ananas o kiwi per diventare grande ma semplicemente di una cipolla, un buon bicchiede di vino bianco, del buon brodo, un po’ di parmigiano e mani attente che lo preparano.
Approfitto anche per augurare: Buon Anno.
ciao a tutti e buon anno!
dopo qualche giorno di vacanza sono rientrata al pc e mi sono messa in pari con i post arretrati!!
a proposito di riso (che preferisco alla pasta) voglio solo dire che ieri ho fatto del brodo, che ho svuotato dal midollo un paio d’ossa di bovino e ho tirato fuori i pistilli di zafferano di San Gimignano… farò una dose generosa di risotto giallo, in modo da poter recuperare “al salto” quello che avanza!!!!
buon appetito!!
Leo, ti consiglio un argomento da lanciare: “Quanto siete ingrassati in queste feste?” ciao
[…] il consiglio di Serena, lancio una domanda assolutamente non “politically correct”: quanto siete ingrassati […]