LE PINZE PER CROSTACEI..CHE DANNAZIONE!
Tantalo, in confronto, con il suo famoso supplizio, era in realtà, un fortunato mortale. Infatti, le pene alle quali veniva sottoposto erano ben poca cosa rispetto a quanto capita ai buongustai golosi di crostacei, che intendono consumare tali delizie al tavolo di ristoranti pseudo-chic. I locali veramente “à la page” propongono solo crostacei già privati del carapace e questo permette un consumo ” a punta di forchetta”. Dove invece ci si limita a gettare l’aragosta nell’acqua bollente o scaraventarla sulla griglia, per poi presentarla così com’e’ ai commensali, logica vorrebbe che il cliente potesse usare a suo piacimento le mani, per scardinare la corrazza e tuffarsi a quattro palmenti nella polpa dell’aragosta in questione. Il tapino viene invece attrezzato con pinze apposite, con le quali effettuare l’opera di ripulitura delle carni, riuscendo solo, visti i lunghi e laboriosi tentativi, a far freddare l’animale e recuperare, solo in minima parte, il lato edibile. E ancora passi quando si tratta di aragosta, ma, di fronte ad un astice, non sono rari i casi di avventori poco avvezzi alle delizie marine che, dopo una lotta improba, si reputano soddisfatti di aver potuto succhiare a malapena le chele, appena scalfite dalle pinze apposite, non osando confessare di non aver capito dov’era la parte mangereccia. Le pinze risultano molto utilizzate nelle beauty-farm, per quei clienti che non vogliono cedere subito al richiamo della cucina : costretti ad impiegarle per schiacciare pinoli, dopo una seduta crollano immediatamente e si assoggettano senza più protestare al regime dietetico imposto.
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Questo mi sembra di averlo gia’ letto qualche settimana fa….
Hai ragione, ho fatto un copia e incolla dell’articolo sbagliato!
Anche i grandi sbagliano…si ritenga in colpa…troppo chianti fa girae la testa…
sto a scherza!!!! spero che lei perdoni questo ogni tanto fare dello spirito
saluti marco