Sempre più difficile trovarle..coppette lavadita

Nacquero con scopi nobilssimi, legati alla pulizia delle mani dei commensali a tavola, dopo averle impiegate a mo’ di posate per gustare appieno il cosciotto di agnello arrostito, il pollo al forno o più innocui, ma sempre unti, spiedini di pesce. Le gentili padrone di casa si dilettavano nel presentarle nelle forme più disparate: quando in sembianze di vaschette, guarnite in oro zecchino o decorate con motivi floreali, appoggiate su candidi centrini fatti a mano per l’uso stabilito. Oppure sottoforma di tazze lineari, con solo qualche fregio ornamentale sporgente. Nell’acqua tiepida venivano poi immessi, per profumare e ingentilire l’insieme, petali di rosa o, nelle case più plebee, spicchi di limone. Al termine dell’intingimento delle dita, panni di lino aiutavano a completare l’opera, asciugando le mani in maniera efficace e morbida. Un ambiente così paradisiaco non poteva continuare a lungo ed infatti, la moda delle coppette iniziò a vacillare quando ignari buontemponi, non usi a modi tanto fini, iniziarono a scambiarle per digestivi di fine pasto, o moderne versioni di “intermezzo”, dove il sorbetto veniva sostituito da bevande calde. Superato il comprensibile shock, la reazione fu quella di meglio identificare l’uso da fare, ma l’unione con i pannicelli caldi,  di morbida spugna, ingenerò ulteriori malintesi, costringendo le tapine ospiti a rinunciare, seppur a malincuore, a cotanta gentilezza. Si aprì così la strada all’avvento della salvietta umidificata dai profumi indefinibili..

One Response to “Sempre più difficile trovarle..coppette lavadita”

  1. Certo che per arrivare a scambiare l’intruglio di acqua e limone con sorbetti e digestivi bisogna aver esagerato un po’ con il vino… ma ormai non mi stupisco più di niente!! a volte però rimango più perplessa davanti a certe salviette, che come dici te non solo hanno profumi indefinibili, ma puzzano proprio tanto!! fosse mica meglio il cicchetto al limone?? Grande Leo!! Vale

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