La sagra degli oggetti inutili: il reggicoltelli

Siete invitati all prima cena importante dall’amica, appassionata di cucina e degli oggetti di casa. Dopo l’aperitivo, consumato in salotto tra una chiacchera e l’altra, si passa in salsa da pranzo e sulla tavola fanno capolino dei piccoli oggetti posti accanto al sottopiatto, dalle forme più variegate. Possono essere cagnolini, stile basset-hound allungati, o strisce di vetro colorato, o ancora, dei supporti in silver plate. Indecisi se fare i complimenti per i simpatici segnaposto, dove stranamente manca il nome,  o ringraziare per il gentile presente, del quale ignorate l’utilità, decidete di non fiatare, evitando di fare gaffe, e aspettate di osservare gli altri commensali per capirne l’utilizzo. La padrona di casa toglie dall’imbarazzo gli ospiti indecisi, elencando, con dovizia di particolari, quanti sono utili questi piccoli oggetti per non macchiare la tovaglia. Iniziate a capire l’antifona dopo aver guardato le traversie del vostro vicino già esperto, costretto dopo ogni boccone, a posare  la lama del coltello esattamente sul piccolo supporto, pena lo sguardo accigliato delle altre persone.  Fate buon viso a cattiva sorte e decidete, come per incanto, che non è poi così difficile mangiare il carpaccio utilizzando solo la forchetta. Anche il pesce, così tenero, non ha certo bisogno di essere tagliato per essere suddiviso in bocconi.  Qualche problema lo può dare se come secondo viene servita la bistecca alla fiorentina, ma la moda corrente ordina che la carne alla griglia più in voga sia la “tagliata”: meglio di così…Dopo cene vissute sull’orlo di una crisi di nervi, si capisce come, in fondo, mangiare cinese non sia poi una così brutta abitudine..

One Response to “La sagra degli oggetti inutili: il reggicoltelli”

  1. leonardo dopo l’aperitivo nel salotto inboccavi il portone e andavi a degustare in un buon ristorante dove tutto è normale e ogni accessorio aveva una logica d’uso

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