Divertiamoci, su..parliamo di zabaione
Il nome ispira, già da solo, un turbinio di emozioni golose, che fanno andare in estasi i ghiottoni: zabaione è una parola che riempie la bocca, sorprendentemente affine, onomatopeica verrebbe da affermare, al dolce in questione che, a seconda del bisognosi puo’ facilmente trasformare in salsa di accompagnamento di torte secche, dessert principale servito in tazza, gelato o semifreddo dal gusto fine e delicato. Se andiamo a rovistare nel passato, si possono trovare anche altri impieghi: conosciuto dai novelli sposi quale ricostituente da prendere, quasi più come un medicinale che come spuntino, dopo la sudatissima prima notte di nozze, lo zabaione non viene quasi mai preparato come si deve, soprattutto ifuori dal Piemonte. Innanzitutto vanno utilizzati i soli tuorli e non gli albumi:l’aspetto gonfio e spumoso non deve essere dato dai bianchi dell’uovo lavorati a neve, bensì dai rossi montati a bagnomaria con lo zucchero. Lavorare tutto a crudo pregiudica l’ottenimento di una giusta cremosità .Non a caso, lo zabaione andrebbe servito caldo, accompagnato da lingue di gatto o biscottini di pasta frolla. L’accompagnamento classico prevede l’utilizzo del Marsala, ma risulta ottimo anche con il caffè o il vino bianco.Per i bambini, onde evitare l’assunzione di alcol, sono da provare le versioni alla frutta come arancia, limone o pompelmo, che sono sicuramente poco attinenti alla tradizione, ma riescono ad avvicinare al dolce tutta la categoria degli astemi. Segreti per l’esecuzione non ce ne sono:tanta pazienza, un braccio allenato a montare di seguito per diversi minuti e la velocitaà nel servirlo. Un ultima annotazione è d’obbligo:si vocifera che, a causa del suo gusto dolce piuttosto forte le sposine disciogliessero infusi di erbe che permettessero agli amati sposi un po’ troppo focosi ,di "calmare" gli ardori con la scusa di rimetterli in forze
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